La storia del nostro caffè: dietro a una tazzina di El Bosque.

Voi sapete cosa c’è dietro al vostro caffè?

Da quando ci siamo imbarcati nell’avventura del B&B, abbiamo scelto di offrire ai nostri ospiti caffè equo solidale. Se inizialmente, però, ci eravamo semplicemente affidati all’etichetta Fair Trade, oggi possiamo raccontarvi la storia del nuovo caffè che potete bere a casa nostra. Ieri, infatti, siamo andati all’incontro con Amilcar, presidente della cooperativa Nueva Esperanza El Bosque, incontro promosso da Mondo Solidale e organizzato nell’Emporio AE (Altra Economia) di Fano.

Vedere Amilcar un po’ impacciato di fronte a un pubblico abbastanza numeroso, alla sua prima uscita dal Guatemala, ci ha fatto subito capire che ascoltare la sua storia sarebbe stata una bella esperienza. Abbiamo così scoperto che El Bosque è un piccolo villaggio a 1500 metri d’altitudine, nel municipio di Santa Cruz Naranjo, e oggi conta circa 1000 persone che triplicano nel periodo della raccolta del caffè. La cooperativa Nueva Esperanza è nata nel 2003 e quasi fin da subito la sua storia si è legata all’attività di Mondo Solidale. Lo scopo iniziale della collaborazione era principalmente “tenere duro”, ossia superare il periodo di crisi del prezzo del caffè – quella situazione per cui alla fine di un intero anno di lavoro non riesci neanche a ripagarti le spese – attraverso il circuito del mercato solidale. È così che il caffè El Bosque ha cominciato ad arrivare in Italia.

Quella di El Bosque è una storia di caffè, ma anche di collaborazione, crescita e sostegno. Coltivazione, produzione ed esportazione sono, per la comunità, un enorme slancio a migliorare la propria qualità della vita. Il villaggio ha, oggi, una clinica, minuscola per i nostri standard, ma capace di dare un consulto gratuito a tutti gli abitanti e i lavoratori stagionali. E, cosa incredibile, è seguita solo da un’infermiera, Manuela.
Un altro progetto portato avanti dalla cooperativa è la creazione di una scuola, per assicurare una possibilità di istruzione anche ai bambini che uscivano dalle elementari – prima altrimenti indirizzati naturalmente al lavoro con i genitori – e di una biblioteca.

Come ci è stato ricordato alla fine, dietro al caffè El Bosque ci sono tre parole:  lavoro (tanto), salute e istruzione. E, guardando le immagini che venivano proiettate durante l’incontro, anche sorrisi. Quei sorrisi di persone che non si abbattono davanti alle difficoltà, anche molto grandi, e si rimettono sempre in gioco.

Non è tutto rose e fiori. Naturalmente la cooperativa ha alti e bassi e a volte – per stessa ammissione di Amilcar – verrebbe voglia di mollare tutto. Ma qui entriamo in gioco noi. E l’acquisto del loro caffè è un modo per incoraggiarli ad andare avanti!

Fra l’altro, il loro caffè è buonissimo! Provare per credere 😉
Il caffè El Bosque si trova in polvere e grani, mentre le cialde che abbiamo comprato noi sono 60% arabica El Bosque e 40% robusta importato da Kagera cooperative union della Tanzania.
Da quando abbiamo aperto il B&B abbiamo sempre usato cialde di caffè equo solidale, ma senza sapere molto sui retroscena.

Allora, voi lo sapete che storia ha il vostro caffè? Noi si, e siamo molto felici di poterla raccontare!

P.S. Vi segnaliamo due raccolte di fondi per aiutare la comunità. Una riguarda il lavoro di Manuela, l’infermiera della clinica. L’altra una vera e propria emergenza: la Roya del Café, che da qualche mese a questa parte sta uccidendo numerose piante di caffè in tutto il centro America e in particolare in Guatemala.
Si tratta di un fungo che fa seccare le piante, foglia dopo foglia, e l’unica soluzione è estirpare la pianta, bruciarla e piantarne un’altra. Questa operazione e il mantenimento per un anno (tenete conto che la pianta del caffè comincia a produrre qualcosa dopo 4 anni) costa 1,60 euro a pianta.

Vi lasciamo il link alla pagina del sito di Mondo Solidale che parla delle due campagne di sostegno.
Mentre sulla nostra pagina Flickr potete vedere un paio di foto dell’incontro e la nostra prima tazzina di caffè El Bosque 😉

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