Da Fonte Avellana alla Badia di Sitria (e ritorno)

In queste giornate di grandi abbuffate bisogna concedersi qualche camminata, per alleviare i sensi di colpa e far capire al nostro corpo che, sì, siamo ancora in grado di applicarci in attività che non siano il sollevamento della forchetta o il salto in lungo verso la tavola. Se però la pigrizia vi ha sopraffatto e non riusciste ad alzarvi dal divano, leggete almeno i racconti dei giri esplorativi che io e Luca abbiamo fatto in questi giorni!
Nonostante le feste siano per noi un periodo di lavoro e il tempo a disposizione sia sempre poco, non siamo riusciti a rimanere indifferenti alle bellissime giornate di sole di questo fine dicembre e ci siamo concessi alcune semplici escursioni verso l’Umbria, nel Parco del Monte Cucco.

Dopo essere arrivati a Sigillo e aver recuperato del materiale nella sede del Parco (se siete interessati, lo troverete nella nostra libreria!), abbiamo subito deciso che bisognava chiudere l’anno in bellezza e ieri, cartina alla mano, abbiamo scelto la nostra meta: la Badia di Sitria!

Il sentiero parte dalla strada che porta al Monastero di Fonte Avellana, a 15 minuti di macchina dal nostro bed&breakfast. Si parcheggia circa 2 km dopo aver superato l’incrocio per Isola Fossara e si imbocca a sinistra una strada sterrata che parte proprio dalla curva. Da qui in poi, seguite i segnali blu e bianchi che si trovano sua sul guard rail che sugli alberi.

Si cammina seguendo la strada (a un certo punto c’è bisogno di “guadare” un rivolo d’acqua) fino a che, poco dopo, non si arriva in uno spiazzo. Da lì si taglia a sinistra, su per il pendio, seguendo un sentiero che con alcuni tornanti sale rapidamente. Durante la salita si può ammirare il Monastero di Fonte Avellana immerso nel verde dei monti e incuneato nella valle proprio sotto il Catria. Si continua a seguire il sentiero fino a che non si arriva, spalle al Monastero, al “valico”, una radura soleggiata. Alla fine del prato bisogna tenersi sulla destra e, sempre facendosi guidare dai segnali blu e bianchi, prendere un sentiero che scende lungo l’altra valle, in direzione dell’Umbria.

La discesa è abbastanza semplice e suggestiva. Ci si infila fra i due monti, con alla destra la Balza dell’Aquila, così chiamata perché vi nidificano le aquile. Si sente il rumore del ruscello che scorre sulla destra del sentiero e che, alla fine della discesa, bisognerà attraversare per arrivare sulla strada asfaltata.
Finita la discesa, si gira a sinistra verso la Badia di Sitria e si cammina circa mezzo chilometro lungo la strada principale che, fortunatamente, è davvero poco trafficata. Basta un po’ di pazienza per ritrovarsi di fronte all’antica Badia di Sitria che, nonostante sia quasi sempre chiusa e abbia proprio a fianco dei mezzi di lavoro, continua a mantenere un certo fascino. Non ci si può girare attorno, ma se ci si affaccia dalla rete si vede una vecchia lapide con inscritta la data di costruzione e un piccolo giardino ben tenuto.

Sulla porta laterale c’è un cartello con gli orari delle visite (domeniche e festivi) e un numero di cellulare. Se siete curiosi, perché non approfittarne? 😉

Arrivati a questo punto, noi abbiamo deciso di fare una piccola pausa e sederci sul prato di fronte alla Badia, proprio dall’altro lato della strada principale. Da lì, dietro all’antica costruzione, si vede il Corno del Catria, dove gli arrampicatori esperti hanno a disposizione varie vie lunghe.

E per il ritorno? Potete ripercorrere il sentiero dell’andata e risalire fino a che non vedete di nuovo Fonte Avellana. Noi abbiamo preferito continuare a seguire la strada asfaltata: un percorso più lungo (in totale, il nostro giro è stato di 10 chilometri), ma comunque interessante, perché fa passare proprio sotto il Monte Strega (sul retro, per noi che solitamente dal B&B lo guardiamo dall’altro lato) e, nell’ultimo tratto, lungo il fiume che scende dai monti.

Come sempre, però, le passeggiate e le escursioni è sempre più bello farle che leggerle! Per questo, quanto passerete a trovarci, se vorrete andare in giro chiedeteci le cartine e i materiali, saremo più che felici di raccontarvi i sentieri che già conosciamo e darvi alcune informazioni sulle zone :)

Se volete visualizzare l’itinerario, ecco il link per scaricare i file del percorso!

EDIT: Fabio, guida escursionistica che conosce questi posti a menadito, ci ha suggerito un percorso per il rientro. Una volta arrivati alla badia, si può proseguire per il sentiero che continua nella vallata di fronte, salendo per i prati di Nocria su un sentiero segnato del Parco del Monte Cucco. Si arriva su un valico dove il sentiero dell’andata inizia a scendere nella valle nocrina (segni bianco-azzurri). Dovremo provarlo! 😉

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