In esplorazione: missione cibo – prima parte

Chi l’ha detto che la vita di campagna è fatta solo di forca e rastrello? No, non crediate che mi stia tirando indietro mettendo le mani avanti e lasciando il lavoro pesante agli altri (gente di malafede…). Quello che voglio dire è che ogni tanto c’è anche bisogno di fermarsi, godersi il profumo delle ginestre, perdersi davanti alle luci e ombre dei monti e, perchè no, andare in esplorazione dei dintorni.

Le prime gite di scoperta si sono concentrate su un paio di punti chiave che credo siano di innegabile interesse: cibo e riposo. E, fatemelo dire subito: molto cibo e molto riposo, per poter compensare le fatiche campagnole.

Intanto partiamo con il cibo 😉
Siamo partiti alla grande visitando i due posti più vicini alla casa – giusto per stare tranquilli ed essere sicuri che non mancassero i viveri – e, lo dico subito, credo che diventerò presto un’affezionata. Parlerò del primo che abbiamo scoperto più avanti, quando avrò modo di testare nuovamente la loro cucina con un po’ di tranquillità, e mi concentrerò invece sulla trattoria che ci ha accolti durante una delle giornate clou di pulizia del giardino: il rifugio Il Cerro. Da fuori sembra un bar e la metà delle volte sembra chiuso, ma mossi da una fame atavica ci siamo spinti oltre la soglia e ci siamo ritrovati in una sala che sembrava effettivamente una trattoria.
La cucina è in buona parte tradizionale e il menu prevede una serie di piatti più complessi disponibili su prenotazione. Anche il menu classico, però, non lascia insoddisfatti. Come sempre in questi casi, i piatti forti sono sempre quelli di carne, ma ci sono anche delle valide alternative vegetariane: paste fresche fatte da loro, taglieri di formaggi, crescia (sempre fatta in casa), erbe cotte e un buonissimo pane che, ci siamo informati, viene portato da Sassoferrato. E per finire, come dire di no alla curiosa “ciskei”? Ecco, se vi capiterà di venire da queste parti, una fetta di ciskei non ve la toglie nessuno e, vi assicuro, merita!
E l’atmosfera? Durante le nostre capate qui, ci siamo ritrovati una volta come unici clienti e nonostante non sia una delle mie situazioni preferite è stato un pranzo molto piacevole (ed eravamo effettivamente molto stanchi per non apprezzarne la pace). La seconda volta, invece, ci siamo mischiati con gruppi di anziani e famiglie in pellegrinaggio domenicale al Santuario della Madonna del Cerro, proprio lì di fronte. Un’esperienza.

Dopo un pranzo in questo posto così tranquillo, con un cuoco che a fine pasto esce a salutare e con aggiunta di grappa e limoncello offerti dalla casa, quando metterete piede fuori vi sentirete appagati e con un evidente rischio di rotolamento. Ma niente panico, una camminata fino alla casa (circa 1,5 km) con capatina al Santuario e passa la paura!

E il riposo? Di quello ne parlerò alla prossima occasione, quando ci saremo ripresi dalla scorpacciata 😉

Edit: mi è stato fatto notare che non si scrive mai di cibo senza mettere almeno una foto documentaria, quindi ho scartabellato e ho trovato una testimonianza di uno dei due pranzi in questione.

Tags:

4 Responses to “In esplorazione: missione cibo – prima parte”

  1. Keane giugno 9, 2012 11:27 #

    Che bello! Limoncella fatto a casa e’ il massimo!

    • Serena giugno 9, 2012 3:16
      #

      Decisamente! Se ti capita di passare nelle Marche, l’entroterra merita un giro 😉

  2. federico della compagnia dell'anello giugno 9, 2012 12:56 #

    non è che vi affezionate troppo alla tavola e poco all’erba in crescita ? mi sa che diventerete presto più che frequentatori del trattore dei grossi abituè dalla trattoria

    • Serena giugno 9, 2012 3:18
      #

      Non farai mica parte della gente di malafede di cui sopra, mi auguro! :) Comunque anche la scoperta dei posti nei dintorni fa parte del lavoro e, ahimè, ogni tanto bisogna pur farlo 😉

Leave a Reply