Questione di nomi

I mesi di attesa sono stati lunghi, a tratti infiniti, ma – un po’ per esorcizzare la situazione, un po’ per incoscienza – non ci abbiamo messo molto a prendere confidenza con il nome del posto. Anzi, diciamo che dopo neanche una settimana dalla scoperta la parola “Monterosso” era ormai diventata di uso comune. “Cosa avete fatto oggi?”“Ah, niente, siamo andati a vedere Monterosso”. Rigorosamente da fuori, in un misto di ammirazione, speranza e preoccupazione. Un pellegrinaggio fisico e mentale continuo e, ammettiamolo, forse anche un po’ imbarazzante.
Fortunatamente non c’erano vicini ad osservare (spero), altrimenti avrebbero raccontato di gruppetti di persone in esplorazione, anziani signori con mogli al seguito, genitori e figli, giovani coppie con passeggino al seguito. Tutti andavano a vedere.
Insomma, Monterosso è diventato presto una delle mete preferite per le gite fuori porta di una famiglia molto allargata, fatta di amici, parenti e conoscenti.

E abbiamo quindi imparato a chiamarla così, Monterosso. Perchè vicina alla frazione di Monterosso, a Sassoferrato. Perchè gli atti parlavano chiaro. Fino a quando qualche giorno fa, rintanati in casa per colpa del nevone, i miei genitori non hanno tirato fuori le planimetrie. “Monterosso, Monterosso…ma siamo sicuri? Perchè qui dice Montecorvo”“Ma no, non è possibile, guarda bene, c’è scritto…dunque…è… Ah, Ca’ Montanaro”. Montecorvo? Ca’ Montanaro??

È affascinante che dopo tutto questo tempo un paio di carte vogliano convincerci a cambiare nome. Ormai ci eravamo abituati (e, soprattutto, io l’ho scoperto DOPO che ho aperto il blog). Quindi non facciamo scherzi! Per quello che mi riguarda, sono fermamente convinta di voler continuare a chiamare quel pseudo borgo microscopico (ve lo racconterò meglio presto) Monterosso. Al massimo posso cedere a un “Ca’ Montanaro di Monterosso”, oppure mischiare tutto e optare per un Ca’ Monterosso. Ma poi, a pensarci bene, che bisogno c’è di scegliere il nome proprio ora? Prima dobbiamo armarci di pala e affrontare stoicamente i cumuli di neve. Ce ne sarà di tempo per pensare!

Tags:

No comments yet.

Leave a Reply